ENTI PATROCINATORI
Comune di Faedis
Ass. Pro Loco Faedis
Provincia di Udine
Società Filologica Friulana
Centro Friulano Arti Plastiche
Banca Credifriuli
Fondazione CRUP
COMITATO ORGANIZZATORE
Giancarlo Armellini
Gianfranco Ellero
Maria Picini
RICERCHE
Maria Piccini
Gianfranco Ellero
Maria Picini
FOTOGRAFIA
Riccardo Viola
Gianfranco Ellero
Maria Picini
LEA D'ORLANDI PITTRICE
1890 - 1964
Maggio 2004
Italiano, Friulano
L’Amministrazione comunale e la Pro Loco intendono rendere omaggio alla memoria di Lea D’Orlandi, poliedrica artista delle arti visive, studiosa di tradizioni popolari, autrice di fortunati testi per il teatro in friulano, che trasformò Faedis nel “luogo” della sua anima e, per il tramite delle opere, anche della nostra.
Lea, che abbiamo conosciuto negli anni dell’infanzia, teneva in Faedis una casa padronale, munita di serra (una piccola “orangerie”), ma l’occhio penetrante le consentiva di nutrire il suo cuore anche con il nostro paesaggio e con il volto di persone del luogo, che riappaiono sulle superfici dipinte con mano particolarmente docile e felice nel tradurre in forme e colori le pulsioni interiori. Faedis aveva, quindi, un debito di riconoscenza da pagare a Lea D’Orlandi, e noi, accogliendo la proposta di Maria Pia Picini, che tanto si è prodigata nella ricerca delle opere in collezioni private, siamo lieti di saldarlo nella ricorrenza del quarantesimo della sua scomparsa, affinché più vivo e fertile rimanga il ricordo di questa straordinaria artista e studiosa, soprattutto nei giovani.
Sono loro, infatti, che, per essere - se lo vorranno - i naturali eredi di un patrimonio artistico e intellettuale d’alto livello, dovranno prendere coscienza della sua esistenza. Nel ringraziare Gianfranco Ellero, curatore di questo catalogo che mette a fuoco anche l’attività di ricerca etnografica svolta dall’artista, e rende palesi i nessi fra le varie facce della sua splendida personalità, abbiamo il piacere di salutare i prestatori delle opere, gli allestitori dell’esposizione e tutti i visitatori.
FAEDIS E DINTORNI
Ancor oggi, a quarant’anni dalla morte, il nome di Lea D’Orlandi risulta pressoché sconosciuto alla stragrande maggioranza dei friulani, che non vedono la luce di una “stella” di prima grandezza.
Da che cosa dipende quest’oblio, quest’ignoranza, questa cecità?
Se Lea fosse stata soltanto un’etnografa, cioè una studiosa di tradizioni popolari della Filologica (dalle origini della Società, cioè dal 1920, all’anno della sua morte, il 1964), nota e apprezzata anche al di fuori dei confini regionali, potremmo dire che aveva coltivato un campo “riservato”, paradossalmente poco popolare. Ma Lea fu anche pittrice di talento, incisore d’alto livello, autrice di fortunati testi teatrali e di un meraviglioso sussidiario, intitolato “Il Friuli”, in uso nelle scuole della nostra regione verso la metà degli anni Venti. Era, dunque, un personaggio noto, anche perché, in veste di etnografa e folklorista, frequentava i paesi della Carnia, le zone di Maniago e Cividale, e naturalmente Faedis e dintorni, rivolgendosi spesso alla gente comune, ai contadini, per farsi raccontare proverbi e leggende, usanze e filastrocche.
È mai possibile, ci siamo domandati curando il catalogo della mostra molto opportunamente allestita nel quarantesimo della sua scomparsa, che questo Friuli, sempre disposto a concedere fama, o almeno paesana notorietà, ad artisti d’infimo rango, non riesca a ricuperare la memoria di un’artista-studiosa che del Friuli, inteso come habitat e come umanità, aveva fatto la ragione della sua vita?
Questo ritardo nella comprensione dei veri valori artistici e culturali (qui prodotti da una lunga schiera che va da Afro a Pasolini) dimostra, ancora una volta, che il Friuli è, oggettivamente, una regione con caratteristiche molto originali (il patriarcato, il rito aquileiese, la lingua friulana, il parlamento della patria, le tradizioni popolari, le villotte…), ma i friulani sono provinciali: mancano, cioè di quella coscienza, che consentirebbe loro di apprezzare non soltanto e passivamente i messaggi di importazione, ma anche quelli prodotti in loco dai loro figli migliori, che sarebbero vantaggiosamente fruibili in tempo reale, senza mediazioni, ed esportabili.