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IL REFOSCO E I VINI DI FAEDIS

Il Refosco è menzionato sin da tempi antichissimi come vino di grande rinomanza. In tutti i banchetti, dei quali si ha certezza storica, fra i vini del Friuli il Refosco era sempre presente con i famosi Picolit e Ramandolo. I suoi trascorsi storici sono ragguardevoli: qualcuno intende identificarlo con il Pucinum del Timavo al quale l’imperatrice Livia, moglie di Augusto, arrivata all’età di 82 anni si dichiarava debitrice della buona salute avuta.

I Romani lo chiamavano anche Racimulus fuscus, da cui il nome di Refosco. Certamente nel giugno del 1409 a Cividale in onore di Papa Gregorio XII in un famoso banchetto di 72 vivande vi era degnamente rappresentato il Refosco proveniente da Albana di Prepotto.

Refosco di FaedisDurante i secoli in altre occasioni si hanno notizie di banchetti in cui il Refosco è presente come nella dettagliata cronaca di Domenico Onagro del 1762, riservata alla gran accoglienza riservata ai nobili convitati in occasione dei Giochi Militari.

Altre notizie si trovano anche nei trattati come quello di Lodovico Bertoli del 1747 e anche nelle “Lettere famigliari” di Antonio Zanon scritte tra il 1763 e il 1765.
Importanti e fondamentali momenti per la storia e lo studio del Refosco sono:

La Commisione di Studio istituita dall’Associazione Agraria Friulana che nel 1863 studierà più di 700 saggi e 300 varietà di uve dei distretti di Cervignano, Cividale, Codroipo, Gemona, Gradisca, Latisana, Palma, Pordenone, Sacile, San Daniele; San Vito, Spilimbergo, Tarcento e Udine. Individuando 6 tipi di “Rifosc”.

Il Congresso Enologico Austriaco svoltosi a Gorizia dal 16 al 20 settembre 1891 in cui si farà la differenza tra Refosco (dal picciolo verde e dal picciolo rosso) ed al Terrano d’Istria.

"L’ Atlante ampelografico" del dott. Guido Poggi, del 1939 in cui riporta varietà di viti coltivate in Friuli. Di Refoschi ne ricorda tre, con descrizione e riproduzione di grappoli, germogli e tralci.

A questi fanno seguito, in anni più recenti,  altri importanti studi che approfondiscono e spiegano più dettagliatamente il Refosco e attestano una volta in più il legame di questo vitigno con il Friuli.

Grazie a questa importante è dettagliata storia che permette di individuare con sicurezza il fatto che il vitigno Refosco di Faedis sia autoctono, e al rinnovato interesse che i vitigni di questo genere stanno riscontrando,  l’Associazione Volontaria tra i Viticoltori di Refosco di Faedis ha riunito diversi viticoltori che vogliono far emergere questa peculiarità di questo vino, che soprattutto sui Colli Orientali del Friuli, nei territori di Faedis, Attimis,Torreano e Nimis dà il meglio di sè con un vitigno autoctono qui presente da secoli: il Refosco di Faedis.

Vigneti di FaedisCARATTERISTICHE DEL VINO

Il vitigno autoctono “Refosco di Faedis” è il prodotto originale, tradizionale, di un territorio che non sempre offre condizioni ottimali per la coltivazione della vite.

L’orografia precollinare, le diverse esposizioni degli appezzamenti, l’estrema variabilità  delle condizioni climatiche e della composizione dei terreni - ponca e argilla costringono la pianta a un difficile lavoro di estrazione delle sostanze nutritive  necessarie alla sua sopravvivenza.

Ma è appunto da questi molteplici e poveri elementi che il vitigno è riuscito a fissare,  che nascono le variegate e originali sensazioni organolettiche del vino, sincera espressione del terroir che a pieno titolo intende rappresentare.

Il Refosco di Faedis, versato in ampio calice, si presenta di colore rosso rubino intenso con evidenti riflessi violacei, tendenti al granato con l’invecchiamento. Ricco di estratto, è di buona consistenza.

Al naso offre un bouquet di sensazioni che vanno dal floreale (viola e rosa canina)  al fruttato (mora di rovo e piccoli frutti di bosco); la sfumatura originale, che ne rappresenta l’assoluta tipicità, è tuttavia rappresentata dall’evidente mineralità, accompagnata dai sentori di sottobosco, foglie bagnate, doghe di vecchia botte di castagno. Secco e abbastanza caldo in bocca, sapido, esalta sensazioni di freschezza e di evidente tannicità che lo inseriscono fra i vini non eccessivamente equilibrati, bensì fra quelli  che conducono a un ottimale abbinamento col cibo.

Con un moderato invecchiamento, si attenuano le componenti acide e tanniche, mentre cominciano ad emergere note speziate di foxy e caffè.

A cura dell'Associazione Volontaria fra i Viticoltori del Refosco di Faedis