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Associazione Pro Loco Faedis
 
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DALLA SERENISSIMA ALL'UNITA' D'ITALIA

Il 6 giugno 1420 Udine si sottomise a Venezia che conquistò l'intero Friuli ponendo fine al secolare dominio del Patriarcato di Aquileia. L'arrivo dei nuovi "padroni" non cambiò di molto le cose, i privilegi ai nobili rimasero e pure i rapporti tra le varie classi non subirono mutamenti. I Cucagna, come gli altri nobili friulani, giurarono forzatamente fedeltà ai nuovi conquistatori.

Venezia dava molta importanza al Friuli sia dal punto di vista militare che agricolo e per questo aveva bisogno dell'appoggio dei nobili friulani. In questa ottica si spiega perché lasciò quasi del tutto inalterati i privilegi e il potere della classe dominante. Dai riconoscimenti ricevuti, tra cui la cittadinanza veneziana per meriti, si capisce che i Cucagna avevano già da tempo rapporti con i veneziani.

Villa Freschi a RonchisIn questo periodo i nobili iniziarono ad abbandonare i castelli, i confini erano più sicuri e ormai quelle costruzioni non erano molto comode. Le numerose famiglie dei vari rami dell'originale casata dei Cucagna (i Cucagna dal XVI secolo assunsero l'appellativo di "Freschi" da Francesco di Cucagna, "Fresco"), una volta scese in pianura, si stabilirono a Faedis, Udine e Cividale.
Ma è principalmente Ronchis che divenne il luogo di fissa dimora dei Freschi e dei Partistagno che qui costruirono le loro grandi ville.

Villa Freschi a RonchisIl trasferimento dei servi e dei braccianti determinò un notevole aumento della popolazione di Ronchis che arrivò a 150 persone. L'entità di questo numero risulta chiara se si pensa che nel 1596 la pieve di Faedis, che comprendeva Faedis, Ronchis, Canebola, Costapiana, Costalunga e Pedrosa, aveva una popolazione di 850 persone.

Le altre frazioni di Faedis (Campeglio, Raschiacco, Colloredo, Valle) videro legate le loro vicende al castello di Soffumbergo, residenza estiva dei Patriarchi dal 1240 alla caduta del patriarcato. Il castello era abitato da un gastaldo con feudo d'abitanza che il Patriarca teneva a guardia del maniero. Questa zona, grazie alla presenza costante del capo religioso e civile del Friuli, godette di rinomanza e di fasto. Nel 1420 il castello passò sotto il controllo degli Strassoldo e nel 1441 venne distrutto ad opera dei cividalesi.

Ruderi Castello di SoffumbergoNel 1500 le terre friulane furono di nuovo al centro di lotte, saccheggi e distruzione, questa volta a causa della guerra tra i veneziani e gli austriaci. I Cucagna, di origine carinziana, si allearono con gli austriaci e nel 1516 quando, dopo la pace tra Venezia e l'Austria, il territorio di Faedis tornò sotto il dominio della Serenissima, i Veneziani si vendicarono bruciando i castelli dei nobili faedesi. Questo è da considerarsi un atto simbolico, dato che ormai i castelli erano abbandonati da anni.
La vendetta dei Veneziani si concluse estromettendo i Freschi dalla vita politica friulana e relegandoli ad un ruolo marginale. Gli anni che seguirono videro in Friuli un susseguirsi di carestie e pestilenze aggravati dalle sempre più numerose tasse che Venezia richiedeva per sostenere le guerre.

Nel 1600 i Veneziani per recuperare più fondi possibili iniziarono a vendere terre comunali che logicamente vennero acquistate e poi sfruttate da chi aveva già denaro. Nel 1640 apparvero a Faedis, come possessori di fondi comunali, i Colombatti (cittadini udinesi) e più tardi i signori veneti Candeo, di cui rimane traccia nel nome del monte dietro le scuole.

Nel 1600, oltre alla povertà e alla miseria, trovò sviluppo e diffusione anche un complesso di credenze, di miti e di superstizioni che la Chiesa ufficiale cercò di combattere in tutte le maniere. E' il periodo delle streghe e degli stregoni, della riforma religiosa di Martin Lutero, ecc.. Tutte cose che la Chiesa cercò di combattere attraverso la Controriforma per eliminare le idee eretiche e riaffermare l'ortodossia cattolica. Anche a Faedis si diffusero le credenze di streghe, infatti dall'esame degli atti del S. Officio raccolti presso la Curia di Udine, è venuto alla luce il processo di stregoneria a una certa Domenica o Menega da Faedis nel 1647, che non venne condannata. Nel '700 in Friuli finalmente si assiste ad una leggera evoluzione della situazione economica e politica grazie ad un miglioramento delle condizioni di vita e alla decadenza delle istituzioni venete. La popolazione aumentò: dai 110.000 abitanti della prima metà del '600, si passò ai 300.000 del 1750.

La ragione prima di questo aumento demografico è da ricondursi all'inizio della coltivazione del granoturco, importato dall'America dagli spagnoli. La farina che si produceva con questa pianta permetteva di preparare la "polenta" un nuovo alimento più ricco di quelli che costituivano la normale dieta dell'epoca. Questo cibo sarebbe stato la base dell'alimentazione contadina per molti anni. Faedis in questo periodo, grazie all'intraprendenza del conte Gerardo Freschi, vide sorgere sul suo territorio una fabbrica di pignatte che esportava anche fuori regione. La figura di questo nobile fu molto importante anche per il resto della provincia, infatti risulta uno dei fondatori a Udine dell'Accademia dell'Agricoltura che si prefiggeva di migliorare e far progredire il sistema agricolo friulano.

Mappa di Faedis, fatta dagli austriaci tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800L'arrivo dei francesi nel 1797 diede una svolta alla realtà politica, sociale e alla mentalità popolare della gente friulana. Purtroppo la successiva conquista del Friuli da parte degli austriaci, (a fianco cartina fatta dagli austriaci tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800) i quali occuparono la regione dal 1813 al 1866, arrestò lo sviluppo di queste idee di libertà, che solo intorno al 1848 ripresero a propagarsi permettendo la cacciata degli austriaci e il passaggio sotto l'Italia. In questo periodo c'è da registrare l'ultima grande fame; nel 1816-1817 a Faedis in un solo anno morirono 151 persone quando la media di quegli anni era di circa 50 persone. Faedis, grazie a don Antonio Leonarduzzi (il parroco all'epoca era considerato il non plus ultra del sapere, culturalmente il punto di riferimento fondamentale), prete di ispirazione liberale, che riesce ad inculcare questi valori nella gente della sua parrocchia, si rivela uno dei centri di maggior fermento nel periodo che precede l'annessione del Friuli al Regno d'Italia. Questo dato viene confermato quando il 21 e il 22 ottobre 1866, in occasione del plebiscito per sancire l'annessione al Regno d'Italia, a Faedis si registrano soltanto voti favorevoli (in provincia di Udine ci furono 104.988 voti favorevoli, 36 contrari e 15 nulli). Il 29 dicembre con regio decreto venne nominato il primo sindaco di Faedis, Giuseppe Armellini.

Da allora in poi si aprì un periodo di stabilità che permise l'inizio dello sviluppo di questa zona. In questi anni Faedis contava quasi 5000 abitanti ed era considerata una delle zone di maggiore produzione vinicola della provincia di Udine. Grazie al discreto sviluppo agricolo, Faedis riuscì ad arginare in parte il fenomeno dell'emigrazione che caratterizzò le terre friulane fino alla seconda metà del 1900.